Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

Delitti ambientali: le conseguenze dell'impunità

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Se ne va un altro anno senza che, in questo paese, la tutela penale dell'ambiente (il che vuol dire la tutela tout court) sia ancora diventata una cosa seria.
Non è una constatazione molto confortante per chi si è fatto anche solo un pur vaga idea del fatto che, invece, l'ambiente è una cosa seria.
Non foss'altro perché, per rimanere in un'ottica di basso livello "antropocentrico", dovrebbe esser ormai sufficientemente chiaro a molti che l'ambiente "ha qualcosa a che fare", per così dire, con la salute o con la malattia di ognuno di noi.
Sono, infatti, ormai passati dieci mesi da quando la Camera dei deputati ha licenziato il disegno di legge che introduce i delitti contro l'ambiente nel codice penale.

Violenza sessuale: cosa si intende per "abuso di autorità"?

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La locuzione "mediante abuso di autorità", prevista dall'art. 609 bis c.p. che punisce il reato di violenza sessuale, deve essere interpretata in senso ampio così da ricomprendere nella sua accezione non solo quei rapporti tra reo e vittima che abbiano carattere formale e pubblicistico ma, molto più in generale, ogni relazione tra soggetti, sia essa di natura pubblica o privata, in cui di fatto l'agente eserciti una posizione di supremazia nei confronti della persona offesa.
È questo il fondamentale principio sancito dalla recente sentenza della Cassazione, n. 49990 del 1 dicembre 2014, che sovverte quanto precedentemente statuito dalle Sezioni Unite della medesima Suprema Corte tese a dare al concetto di "abuso di autorità" una interpretazione decisamente più restrittiva in quanto limitata a quei rapporti che presuppongono nell'agente una posizione autoritativa di tipo formale e pubblicistico derivante dal pubblico ufficio ricoperto. (Cassazione penale, Sezioni Unite, 31 maggio 2000, n. 13).

sicurezza lavoro

Sicurezza sul lavoro, bando ai giuslavoristi di Twitter: il diritto tutela ancora i lavoratori.

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Tutelare un lavoratore dai rischi presenti sul posto di lavoro significa anzitutto informarlo e formarlo sulla natura, sulla collocazione, sulle conseguenze di quei rischi.
Chi è tenuto a farlo (il datore di lavoro in primis, naturalmente), se non adempie integralmente e correttamente questo fondamentale obbligo di formazione \ informazione, risponde penalmente dell'infortunio in cui incorra eventualmente il lavoratore, anche in presenza di un comportamento imprudente o negligente di quest'ultimo, che abbia, quindi, concorso a causare il sinistro.
Questo è il principio in materia di sicurezza sul lavoro che emerge da una recente sentenza della Corte di Cassazione in un procedimento per la morte di un lavoratore addetto alla conduzione di una macchina raccoglibietole, che, durante una pericolosissima e improvvida operazione di sostituzione di una delle ruote anteriori che stava effettuando, con il mezzo a motore accesso, aveva perso la vita.

medici

Sblocca Italia: di ambiente, salute e classi dirigenti.

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"Il medico, nel considerare l'ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all'attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l'adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio. Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull'esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni."
Così afferma il codice di deontologia medica al suo articolo 5, titolato in maniera inequivoca "Promozione della salute, ambiente e salute globale".
Sono principi alti, nobili e socialmente vitali.
Se non fosse che faticano ancora non poco ad affermarsi nella pratica professionale, ma prim'ancora "nell'immaginario" di tanti medici, anche e soprattutto a causa di ritardi e lacune "di sistema" in tal senso.

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