Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

torre guaceto

Puglia: la fogna nella riserva di "Torre Guaceto" diventa "provvisoria"

on . Postato in Blog

Torre Guaceto è un'area marina di straordinario pregio naturalistico in provincia di Brindisi.
In quanto tale, nel 2000 è stata istituita come riserva naturale statale.
Questo vuol dire che, a causa di quel valore ambientale, Torre Guaceto è diventata patrimonio non solo della Provincia di Brindisi o della Regione Puglia, ma di tutto lo Stato italiano.
Da qualche giorno, uno spicchio di mare di Torre Guaceto riceve il poco onorevole afflusso di acque di fogna.
La causa è la messa in funzione di un depuratore nel Comune di Carovigno; doverosa, anzi tardiva (era prevista 30 anni fa), giacché finalmente pone fine a una situazione che è difficilmente immaginabile per un paese europeo del 2014: lo scarico delle acque reflue di tre città ("trattate" in maniera non proprio impeccabile da due impianti di depurazione obsoleti) sostanzialmente nel sottosuolo.

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INSULTI SU FACEBOOK: QUANDO DIVENTANO MOLESTIE ?

on . Postato in Blog

È astrattamente configurabile il reato di molestie attraverso il social network Facebook nel caso in cui la persona offesa riceva i messaggi molesti sulla propria pagina personale, il cosiddetto "diario", visibile non solo ai due interlocutori, come invece accade nell'ambito di una chat-room privata, ma anche ad una lista di contatti "amici".
Un notevole passo in avanti quello della Cassazione che con la pronuncia dello scorso 12 settembre, n. 37596, ha introdotto degli importanti principi a cui attenersi per verificare la sussistenza dei presupposti di legge necessari ad integrare il reato di cui all'art. 660 c.p. nel caso in cui esso sia compiuto con l'utilizzo di Facebook.

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Sicurezza sul lavoro: gli operai di Adria erano stati formati sui rischi?

on . Postato in Blog

E' sempre buona regola aspettare almeno la fine del dibattimento, possibilmente avendolo seguito e capito, prima di lanciarsi in commenti "di merito" su un fatto di cronaca per il quale venga poi aperto un procedimento penale.
Questo, però, non toglie che in alcuni casi, anche a pochi giorni di distanza dall'evento, possa prendersi spunto da quell'ipotetico fatto per qualche valutazione "di metodo" che, pur senza anticipare improvvidamente, in alcun modo, sentenze di sorta, riguardi però profili generali relativi a quel tipo di vicende.
Qualche giorno fa si è verificata l'ultima strage sul lavoro: quattro operai morti ad Adria, in Veneto, intossicati in maniera letale da una nube di anidride solforosa sviluppatasi all'interno di un processo di trattamento di reflui in una ditta che si occupa di lavorazioni di rifiuti speciali.
L'autopsia disposta dal Pm avrebbe accertato, stando alle prime notizie di stampa, che la morte sarebbe stata dovuta ad "asfissia tossica", provocata dallo sprigionarsi di sostanze tossiche e urticanti che avrebbero provocato, a loro volta, la necrosi della mucosa.

Malasanità: indulgenza plenaria per la classe dirigente?

on . Postato in Blog

malasanità

Dialogo tra due medici, come riportato da Il Fatto quotidiano.
Uno dei due afferma, in preda a una dichiarata ma ondivaga crisi di coscienza, di aver partecipato poco tempo prima a un intervento cardochirurgico costato la vita alla paziente per una serie di marchiani errori a catena commessi dall'operante.
Ma il meglio dell'outing deve ancora venire.
Convocato d'urgenza per la drammatica situazione in cui versava ormai la donna a causa delle scellerate manovre "terapeutiche" effettuate sul suo corpo inerme, il primario, il soggetto cioè nella più alta "posizione di garanzia" verso il paziente in un reparto ospedaliero, avrebbe una geniale intuizione: ritenendo che la poveretta sia ormai spacciata, decide di proseguire nell'intervento chirurgico come se non fosse accaduto nulla. Sostituisce così la valvola a una persona praticamente già morta o moribonda. Sarà poi una "complicazione post operatoria", nella versione ufficiale da fornire ai parenti, ad aver determinato la morte della paziente.

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