Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

alluvione

Alluvione Genova, la "semplificazione" edilizia che fa della pioggia un flagello

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In principio, fu "l'urbanistica contrattata", la perspicua intuizione per cui si sostituiva a un sistema di regole valide per tutti, definite dagli strumenti della pianificazione urbanistica, la contrattazione diretta delle opere urbanistiche tra i privati portatori di interessi e le autorità pubbliche depositarie dei poteri decisionali.
Poi venne, più in generale, l'anatema contro "i lacci e i laccioli": la libertà d'impresa, dunque l'imprenditore, è un purosangue che deve vivere allo stato brado; se lo si rinchiude nel recinto delle regole, delle procedure, dei vincoli, "della burocrazia", per non dire della minaccia delle sanzioni, s'incupisce e non investe più.
Si passò, quindi, al mantra della "semplificazione": il discorso, di fondo, era sempre lo stesso, ma stavolta si provava a piazzarlo con un'altra ammaliante parola d'ordine, "la semplicità".

pillola

Pillola del giorno dopo: l'infermiera di Voghera ha commesso illecito penale

on . Postato in Blog

A Voghera, due ragazze hanno un rapporto sessuale non protetto.
Decidono di rimediare con la cosiddetta "pillola del giorno dopo".
Si rivolgono, quindi, com'è ovvio, al Pronto Soccorso, una struttura pubblica che deve garantire il diritto alla salute delle persone, secondo le loro volontà e richieste, quando non violino una legge dello Stato.
E, in questo Stato, il farmaco richiesto dalle ragazze è perfettamente legale.
Esse contano di trovare, in quel posto di cura di uno Stato laico, assistenza, materiale se non anche morale.
Trovano, invece, un'infermiera che prova a "convincerle a rinunciare e a salvare così vite umane".
Lo fa "per motivi di coscienza".

torre guaceto

Puglia: la fogna nella riserva di "Torre Guaceto" diventa "provvisoria"

on . Postato in Blog

Torre Guaceto è un'area marina di straordinario pregio naturalistico in provincia di Brindisi.
In quanto tale, nel 2000 è stata istituita come riserva naturale statale.
Questo vuol dire che, a causa di quel valore ambientale, Torre Guaceto è diventata patrimonio non solo della Provincia di Brindisi o della Regione Puglia, ma di tutto lo Stato italiano.
Da qualche giorno, uno spicchio di mare di Torre Guaceto riceve il poco onorevole afflusso di acque di fogna.
La causa è la messa in funzione di un depuratore nel Comune di Carovigno; doverosa, anzi tardiva (era prevista 30 anni fa), giacché finalmente pone fine a una situazione che è difficilmente immaginabile per un paese europeo del 2014: lo scarico delle acque reflue di tre città ("trattate" in maniera non proprio impeccabile da due impianti di depurazione obsoleti) sostanzialmente nel sottosuolo.

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INSULTI SU FACEBOOK: QUANDO DIVENTANO MOLESTIE ?

on . Postato in Blog

È astrattamente configurabile il reato di molestie attraverso il social network Facebook nel caso in cui la persona offesa riceva i messaggi molesti sulla propria pagina personale, il cosiddetto "diario", visibile non solo ai due interlocutori, come invece accade nell'ambito di una chat-room privata, ma anche ad una lista di contatti "amici".
Un notevole passo in avanti quello della Cassazione che con la pronuncia dello scorso 12 settembre, n. 37596, ha introdotto degli importanti principi a cui attenersi per verificare la sussistenza dei presupposti di legge necessari ad integrare il reato di cui all'art. 660 c.p. nel caso in cui esso sia compiuto con l'utilizzo di Facebook.

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