Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

lavoro

Tutela del lavoro, etica della responsabilità e principio di affidamento. – Note a margine di una sentenza discutibile.

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"La condizione di ubriachezza del lavoratore sul luogo di lavoro non è circostanza eccezionale e quindi non prevedibile dal datore di lavoro." Questo è il principio sancito dalla Corte di Cassazione in una recente pronuncia resa in un caso di infortunio mortale sul lavoro.

Il fatto
Nel corso delle operazioni di lavorazione del mosto il M.P, lavoratore stagionale alle dipendenze del D.L.M, legale rappresentante di cooperativa sociale, cadeva all'interno della vasca contenente il mosto e decedeva a seguito dell'insufficienza respiratoria acuta determinata da permanenza in ambiente privo di ossigeno e ricco di CO2, anidride solforosa ad altri gas. Le cause della caduta non venivano precisamente individuate, dal momento che questa non aveva avuto testimoni oculari e tenuto altresì conto del fatto che nel sangue della vittima era stato trovato un tasso alcolemico compatibile con uno stato di ubriachezza patologica.

ilva

Una storia disonesta: note critiche sul c.d. "caso Ilva"

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Ma qual è il livello di criminosità oltre il quale un reato (contro l'incolumità pubblica, contro la salute e la vita di migliaia di persone, per esser più precisi) smette di esser tale per diventare una questione "di interesse strategico nazionale"?
Da quale momento un soggetto che commette uno, dieci, cento delitti (contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro la personalità dei minori... sempre reati seria, roba di classe, non bagattelle da venditore di cd tarocchi) cessa, nella indefettibile vulgata (ha la stessa radice di "volgare") nazionale, di esser un imputato pluricondannato in sede di merito (fino in appello) per diventare "il Presidente" (di cosa?), "il leader di uno delle principali forze politiche del paese", "il titolare della golden share del governo"....?
Quando e chi (il perché possiamo desumerlo anche da noi) ha deciso di far passare un personaggio politico dichiarato, con sentenza passata in giudicato, autore del reato di associazione per delinquere di natura sostanzialmente mafiosa fino al 1980 (non "di tipo mafioso" solo perché all'epoca del commesso reato non esisteva questo specifico illecito introdotto solo nel 1982) per un illuminato statista, nonché brillante intellettuale?
E, soprattutto, in che occasione precisa e da parte di chi (per il perché vale lo stesso discorso accennato sopra) si è deciso di marchiare chiunque si permetta di ricordare queste elementari verità, storiche e cronachistiche, con il bollo di pubblica infamia di "divisivo", "antipolitico", "antinazionale" ecc....?

amianto

AMIANTO: QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME E PER GLI EX ESPOSTI (ddl Casson n. 8 e Doc. XXII n. 2)

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INCONTRO-CONVEGNO: Senato della Repubblica- Sala Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72, ROMA
13 marzo 2014 ore 10-17

Introduce: il senatore Felice Casson (v.Presidente della Commissione Giustizia).

Intervengono esperti giuristi:

- Sara Panelli (PM Torino)
- Gianfranco Colace (PM Torino)
- Roberto Riverso (giudice del lavoro- Ravenna)
- Stefano Palmisano (avvocato - foro di Brindisi)
- Laura Mara (avvocato - foro di Busto Arsizio)
- Edoardo Bortolotto (avvocato - foro di Vicenza)
- Sergio Bonetto (avvocato - foro di Torino)

femminicidio

LA LEGGE CONTRO IL FEMMINICIDIO: NUOVE DISPOSIZIONI A TUTELA DELLE DONNE

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La legge n. 119 del 2013, approvata lo scorso 15 ottobre, si pone come obiettivo principale quello di garantire una maggiore tutela delle donne vittime di violenza di genere, a fronte dell'ormai dilagante fenomeno tristemente noto come "femminicidio".
Si tratta di una legge che ha apportato numerose modifiche sia al codice penale che a quello processuale. Tra di esse vi è l'aggravante prevista per il reato di maltrattamenti in famiglia, ossia il delitto che commette chiunque maltratta una persona della famiglia, o un minore di anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte. (art. 572 c.p.). La nuova aggravante sussiste ove il suddetto reato sia commesso alla presenza o in danno di un minore di anni 18, ovvero in danno di una donna in stato di gravidanza.

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