Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

Responsabilità alternativa

Responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche: basta il mero vantaggio.

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La Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha ribadito il fondamentale principio per cui è sufficiente che l’impresa, all’interno della quale si sia consumato uno dei reati previsti dalla legge 231 del 2001, abbia tratto anche un vantaggio meramente oggettivo, cioè non pianificato, perché scattino le pesanti sanzioni previste dalla legge.

La legge 231 del 2001 ha introdotto nel nostro ordinamento penale un’assoluta novità: la responsabilità diretta di una persona giuridica per alcuni precisi tipi di reato commessi da soggetti operanti, a vari livelli, per conto dell’ente stesso (dipendenti, dirigenti, amministratori ….).

Malasanità

“Malasanità”: la colpa grave del medico rimane reato.

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La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi su un nuovo caso di omicidio colposo derivante da responsabilità medico – sanitaria, ha sancito che la condotta del medico gravemente colposa che abbia prodotto un danno al paziente è perseguibile anche dopo il "Decreto Balduzzi".

stalking

Corteggiamento non gradito: è stalking se la vittima si intimorisce

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Nell’ambito di un procedimento disciplinare nei confronti di un magistrato, le Sezioni Unite della Cassazione civile, con la sentenza n. 7042, depositata il 21 marzo 2013, delineano i confini di applicabilità della fattispecie di reato prevista dall’art. 612 bis c.p., intitolata “Atti persecutori”, ma comunemente nota come “stalking”.

La singolarissima vicenda oggetto della sentenza in esame è quella di un P.m. ritenuto responsabile dell’illecito disciplinare previsto dall’art. 4 , lett d) del D.lsg. 109/2006 (codice deontologico dei magistrati), in relazione al reato di atti persecutori ai danni di una collega del medesimo ufficio, importunata da continue telefonate, sms non graditi ed inopportune richieste di incontri, tali da generare in quest’ultima un destabilizzante e perdurante stato di ansia.

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