Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

selfie

Selfie pedopornografici: è reato scambiarli con altre persone?

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Non commette il reato di cessione di materiale pedopornografico, di cui all'art. 600 ter c.p. quarto comma, chi offre ad altri immagini riproducenti minori che siano, però, prodotte in autoscatto direttamente dagli stessi interessati e da questi cedute in modo volontario senza, dunque, l'intervento di terze persone.
Ciò è quanto ha stabilito la Suprema Corte con la sentenza n. 11675 del 21 marzo scorso con cui è stata confermata la sentenza di appello che aveva visto assolti perché il fatto non sussiste vari individui tutti imputati del reato di cui al quarto comma dell'art. 600 ter c.p. per aver ceduto ad altri fotografie pornografiche ritraenti una minore che autonomamente e di propria iniziativa si era ritratta con dei "selfie", ossia autoscatti effettuati tramite un telefono cellulare, e aveva poi inviato gli stessi ad altri soggetti e questi ad altri ancora.

VAL D'AGRI: UN DISASTRO ANNUNCIATO.

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"Eccesso di mortalità per tumori maligni allo stomaco, per infarto del miocardio, per le malattie del sistema respiratorio nel loro complesso, per le malattie dell'apparato digerente nel loro complesso". In più per i soli uomini residenti nei comuni presi in esame "si rilevano ulteriori eccessi per la mortalità generale, per leucemia linfoide (acuta e cronica), per diabete mellito insulino-dipendente, per le malattie del sistema circolatorio nel loro complesso (ed, in particolare, per le cardiopatie ischemiche), per le malattie respiratorie croniche". Per le donne invece "si riscontrano ulteriori eccessi di mortalità per le malattie respiratorie acute".

cancro

Lotta al cancro: strane idee di prevenzione.

on . Postato in Blog

Pochi mesi or sono, un lavoro scientifico sull'incidenza relativa agli anni 2003-2008 dei tumori maligni nei bambini pugliesi di età 0-14 anni ha fatto emergere un eccesso di tutti i tumori maligni nella ASL di Taranto.
Nello scorso dicembre, abbiamo appreso da un rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aea) che nel 2012 l'inquinamento dell'aria ha causato 491.000 morti premature nell'Unione Europea, la maggioranza relativa dei quali, 84.400, in Italia.
A gennaio, abbiamo "scoperto", grazie ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità, che nella Terra dei Fuochi si registrano più morti, ricoveri e tumori rispetto alla media regionale campana.

Omicidio stradale: una riforma necessaria o solo un diversivo?

on . Postato in Blog

177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone (entro il 30° giorno) e il ferimento di altre 251.147.
Questo, secondo l'Istat, il bollettino di guerra dal fronte stradale, in Italia, nel 2014.
Condanne a pochi mesi di reclusione per omicidi colposi commessi in occasione di sinistri stradali, anche in presenza di comportamenti alla guida, che quei sinistri avevano causato, manifestamente sprezzanti della vita e dell'incolumità altrui.
Tanto era possibile in forza di una norma del codice penale, quella che puniva l'omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme sulla circolazione stradale, che nell'ipotesi base (ossia non ulteriormente aggravata dall'abuso di alcool o droghe), prevedeva una pena da due a sette anni di reclusione.

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