Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

Smog: Europarlamento non mette in regola le auto fuorilegge.

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C'era una volta la storia dell'atrazina.
Nel 1985 viene emanato un provvedimento legislativo che, recependo un'indicazione comunitaria, fissa dei limiti rigorosi per la presenza di atrazina (un erbicida "sospettato" di esser cancerogeno e mutageno) nell'acqua.
Ben presto però, alle prime analisi delle acque seguite all'emissione del decreto, ci si rende conto che, a prenderli sul serio, quei limiti rischiano di fare molti danni.
Alla "economia nazionale", ovviamente, non certo all'ambiente e alla salute delle persone.
Pertanto, secondo una virtuosa usanza invalsa nelle stanze dove si prendono le decisioni politiche in queste materie quando si deve scegliere tra la tutela dell'economia nazionale (che poi, tradotto, significherebbe, grosso modo, del profitto di qualche azienda) e quella dell'ambiente e della salute pubblica, non ci sono dubbi: si opta, senza frapporre indugio, per la prima.

internet

Violenza privata e social network: quando pretendere contatti diventa reato.

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Costringere qualcuno ad avere o proseguire rapporti informatici non desiderati, a mezzo di social network, dietro continua minaccia di pubblicazione su You Tube di filmati che ritraggono la vittima in pose oscene, costituisce violenza privata.
Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 40356 dell' 8 ottobre 2015, con la quale è stata confermata la sentenza di condanna, già comminata dalla competente Corte d'appello, per i reati di cui agli artt. 610 c.p. e 167 D.lvo n. 196/2003 (trattamento illecito di dati personali), nei confronti di un uomo che costringeva una giovane donna ad avere contatti informatici con lui, nonostante la contraria volontà della ragazza in tal senso, tenendola letteralmente "sotto scacco" mediante l'invio di mail minacciose in cui la ricattava di rendere pubblico un video osceno che la riguardava.

ambiente

Smog e green economy: ecco perché l'ultima legge non è sufficiente.

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Dalla valutazione d'impatto ambientale alla prevenzione del dissesto idrogeologico, dalla mobilità sostenibile agli appalti verdi nella P.A. alla gestione e soprattutto riduzione dei rifiuti.
Queste materie e altre ancora compongono il ricco carnet del cosiddetto "collegato ambientale", la legge approvata in via definitiva dalla Camera pochi giorni fa e contenente "disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali".
Il provvedimento è corposo e articolato; e sostanzialmente condivisibile, almeno nella direzione di marcia che inizia a tracciare.

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Xylella: se la scienza deve dubitare delle sue verità ufficiali.

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"Comunicare tutto a tutti. Abbattere definitivamente il paradigma della segretezza. Eliminare tutti gli ostacoli che si oppongono alla libera circolazione della conoscenza scientifica. Tutti i risultati della ricerca devono essere accessibili a chiunque. Sono questi, sosteneva lo storico Paolo Rossi, alcuni valori fondanti della rivoluzione scientifica del Seicento."
Così, Pietro Greco, giornalista e divulgatore scientifico introduce un suo pezzo dedicato alla cosiddetta "citizen science" nella versione 2.0.
La citizen science indica quella forma di ricerca e produzione scientifica nella quale hanno un ruolo centrale i non addetti ai lavori, i "non scienziati", in pratica i comuni cittadini.

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