Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

assegno

Nessun mantenimento per la ex moglie che non dà prova della propria impossibilità a lavorare.

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Non ha diritto all'assegno di mantenimento a seguito dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio la moglie casalinga che, dotata di autonoma capacità lavorativa seppur saltuaria, non abbia dato prova del proprio stato di bisogno e dell'impossibilità oggettiva di trovarsi un lavoro confacente alle proprie attitudini e condizioni sociali.
Ciò è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza del 9 giugno scorso, n. 11870 nel cui apparato motivazionale si è precisato che, ai sensi della L. n. 8989 del 1970, art. 5, l'accertamento del diritto all'assegno divorzile deve essere effettuato verificando l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso rapporto matrimoniale.
La ratio normativa, infatti, è quella di garantire all'ex coniuge economicamente più debole la possibilità di mantenere un stile di vita analogo o quantomeno in continuità con quello di cui godeva prima dello scioglimento del vincolo matrimoniale.

Abusivismo edilizio e gli strumenti penali che (non) lo contrastano.

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Più di 20.000 case costruite o significativamente ampliate in maniera abusiva ogni anno.
4.956 demolizioni di edifici illegali realmente effettuate su 46.760 ordinanze emesse, ovvero il 10,6% .
Più in generale, 55 ettari di suolo consumati ("lecitamente" e illecitamente) ogni giorno, tra il 2008 e il 2013; ossia, 6-7 metri quadrati ogni secondo.
Questi sono solo alcuni, tra i più significativi, dati relativi al rapporto tra questo paese e il suo territorio.

Brindisi, quel Rapporto del Cnr sulle morti per inquinamento che la Regione ritiene "fuorviante".

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Da luglio scorso sappiamo che un territorio già di suo non proprio baciato dalla fortuna, ma forse è meglio dire dalle classi dirigenti sue e, più in generale, di questo paese, come quello di Brindisi e zone limitrofe, paga a uno degli insediamenti industriali più impattanti che siano "ospitati" della stessa terra, la centrale Enel di Cerano, un prezzo che oscilla tra i 7 e i 44 morti all'anno, causati dalle emissioni di particolato, primario e secondario, dell'impianto.
Lo ha accertato un lavoro scientifico a firma di tre ricercatori del CNR di Lecce e Bologna – Emilio Gianicolo, Cristina Mangia e Marco Cervino – pubblicato sull' International Journal of Environmental Research and Public Health.
Uno studio, questo, che ha suscitato, com'era logico che fosse, reazioni composite e, in alcuni casi, scomposte.

sottrazione incapaci

Sottrazione di minori: è colpevole la madre che impedisce un sano rapporto tra padre e figlio.

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Sussiste il reato di sottrazione di persone incapaci, punito dall'art. 574 c.p., qualora uno dei due genitori, in assenza di provvedimenti civili di affidamento esclusivo, sottragga il figlio minore di quattordici anni alla vigilanza e alla custodia dell'altro genitore in maniera tale da impedirgli l'esercizio della potestà genitoriale.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 38558 dello scorso 23 settembre che, aderendo all'orientamento ormai maggioritario in materia, ha condannato una madre alla pena di otto mesi di reclusione per il reato di cui all'art. 574 c.p. per aver sottratto la figlia minorenne alla funzione educativa e di vigilanza del padre.

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