Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

truffa

Truffa sentimentale e appropriazione indebita: è colpevole l’ex partner che non restituisce i soldi?

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Non sussiste il reato di truffa né quello di appropriazione indebita in capo all' ex partner che, avendo ricevuto in prestito dalla propria compagnia una somma di denaro durante la relazione sentimentale, non restituisca alla donna tale somma dopo aver interrotto il rapporto amoroso.
Lo ha deciso il Tribunale di Milano in una sentenza dello scorso 14 luglio relativa ad una curiosa vicenda in cui un uomo era accusato dei delitti di cui agli artt. 640 e 646 c.p. in quanto, secondo la prospettazione della pubblica accusa, avrebbe indotto in errore la sua ex fidanzata sfruttando il sentimento affettivo della donna nei suoi confronti per farsi corrispondere svariate somme di denaro per un ammontare complessivo di 16,500 euro circa, per poi interrompere il rapporto sentimentale con la persona offesa senza restituirle alcunché, nonostante le ripetute richieste in tal senso.

carcere

Custodia cautelare: quando il padre del minore non deve andare in carcere.

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Non può essere sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere il padre di prole di età inferiore a sei anni qualora la madre, a seguito di particolari condizioni psicofisiche, sia assolutamente impossibilitata a dare una adeguata assistenza al figlio.
Ne deriva che il giudice prima di emettere la misura restrittiva della libertà personale deve valutarne l'opportunità nel caso concreto affinché sussistano i necessari requisiti di specificità, concretezza e attualità tipici delle esigenze cautelari.
Nella vicenda oggetto di pronuncia della Cassazione, con la sentenza n. 35806 del 1 settembre 2015, i giudici di legittimità hanno delineato il rapporto sussistente tra l'art. 275, comma 3, c.p.p., che dispone l'adozione della custodia cautelare in carcere per determinate tipologie di reati, e il comma 4 della medesima norma che, invece, esclude l'applicabilità della misura in questione nei confronti di chi versi in particolari e tassative situazioni previste dalla legge ovvero allorché "imputati siano una donna incinta o madre di prole di età non superiore a sei anni con lei convivente, ovvero il padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole", sempre che non ricorrano esigenze cautelari di particolare rilevanza.

evasione

Evasione dai domiciliari: è irrilevante il motivo dell’allontanamento dall’abitazione.

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Integra il reato di evasione, punito dall'art. 385 c.p., qualsiasi allontanamento del soggetto attinto dalla misura degli arresti domiciliari dal luogo in cui il provvedimento cautelare impone che l'interessato debba permanere, essendo del tutto irrilevante il motivo che abbia indotto l'interessato a disattendere il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione.
Infatti, il reato sussiste anche nel caso in cui lo spostamento dal luogo degli arresti domiciliari sia di modesta distanza, di breve durata e volto al normale svolgimento delle quotidiane funzioni di vita dell'agente.
È quanto ha stabilito la Cassazione con la sentenza dello scorso 31 luglio, n. 33881, con la quale è stato ritenuto colpevole del delitto di evasione un uomo che, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, era stato sorpreso a pochi metri dalla propria abitazione mentre buttava via la spazzatura nel più vicino cassonetto dell'immondizia.

tirreno power

Tirreno Power, ritratto di una classe dirigente e della sua neolingua.

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Un insediamento industriale che, secondo la prospettazione di una Procura della Repubblica, avallata da un Giudice per le indagini preliminari (ma che, naturalmente, dovrà passare al vaglio decisivo di un dibattimento), inquina e uccide in maniera seriale.
Una gamma di imputazioni (cioè, di reati che, secondo quella Procura, sono stati commessi nella vicenda) variegata e di gran pregio: dal disastro ambientale all'omicidio colposo plurimo, passando per l'abuso d'ufficio.
Un provvedimento di sequestro di quegli impianti chiesto doverosamente da quella Procura e disposto da quel Gip.
Il conseguente, imprescindibile, più o meno spontaneo, "allarme per l'occupazione".
L'invocato "intervento della politica", più precisamente di quella di governo e di sottogoverno, locale e, quando, come qui, l'importanza dell'industria in questione lo richiede, anche nazionale.
"Per salvare l'occupazione", s'intende.

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