Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

cancro

Lotta al cancro: strane idee di prevenzione.

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Pochi mesi or sono, un lavoro scientifico sull'incidenza relativa agli anni 2003-2008 dei tumori maligni nei bambini pugliesi di età 0-14 anni ha fatto emergere un eccesso di tutti i tumori maligni nella ASL di Taranto.
Nello scorso dicembre, abbiamo appreso da un rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aea) che nel 2012 l'inquinamento dell'aria ha causato 491.000 morti premature nell'Unione Europea, la maggioranza relativa dei quali, 84.400, in Italia.
A gennaio, abbiamo "scoperto", grazie ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità, che nella Terra dei Fuochi si registrano più morti, ricoveri e tumori rispetto alla media regionale campana.

Omicidio stradale: una riforma necessaria o solo un diversivo?

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177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone (entro il 30° giorno) e il ferimento di altre 251.147.
Questo, secondo l'Istat, il bollettino di guerra dal fronte stradale, in Italia, nel 2014.
Condanne a pochi mesi di reclusione per omicidi colposi commessi in occasione di sinistri stradali, anche in presenza di comportamenti alla guida, che quei sinistri avevano causato, manifestamente sprezzanti della vita e dell'incolumità altrui.
Tanto era possibile in forza di una norma del codice penale, quella che puniva l'omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme sulla circolazione stradale, che nell'ipotesi base (ossia non ulteriormente aggravata dall'abuso di alcool o droghe), prevedeva una pena da due a sette anni di reclusione.

DASPO PREVENTIVO: IN QUALI CASI?

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E' legittimo il provvedimento del questore che applichi preventivamente il Daspo a quei tifosi che durante un incontro di calcio intonino cori razzisti nei confronti della tifoseria avversaria accompagnati, peraltro, dal "saluto romano".
In tal senso si è pronunciata la seconda sezione del Tar di Firenze con la sentenza n. 218 dell'8 febbraio scorso emessa a seguito del ricorso presentato dai tifosi coinvolti avverso il provvedimento che vietava loro l'accesso ai luoghi, sia in Italia che all'estero, in cui si svolgono partite di calcio per un periodo di cinque anni.

Evasione: non c’è delitto se si sceglie la via più lunga per andare a lavoro.

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Non integra gli estremi del delitto di evasione la condotta di colui il quale, trovandosi agli arresti domiciliari con autorizzazione a lasciare la propria abitazione per necessità lavorative, violi la prescrizione di seguire, a tal fine, il percorso più breve anziché la strada più lunga che conduca al luogo di lavoro.
Con una sentenza del 10 dicembre 2015, la n. 48917, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha sovvertito le precedenti sentenze di condanna del Tribunale e della Corte di appello che avevano condannato un uomo per il reato di cui all'art. 385 c.p. poiché egli, in stato di detenzione domiciliare con autorizzazione ad allontanarsi dalla propria casa solo per recarsi a lavoro, aveva scelto di seguire la strada più lunga che conduceva al posto in cui lavorava, anziché quella più breve prescritta.

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