Compagni di scuola “bulli”: vi è reato di stalking.

I ripetuti atti di bullismo compiuti da alcuni minori nei confronti di un compagno di scuola possono integrare il reato di stalking ove vi sia la prova che essi abbiano causato nella persona offesa un grave e perdurante stato di ansia o di paura; prova sufficiente, in tal caso, sono anche le sole dichiarazioni della vittima.

La vicenda.

Nella sentenza dell'8 giugno scorso, n. 28623, la Suprema Corte ha confermato la condanna di tre minori per il reato di cui all'art. 612 bis c.p. (atti persecutori) poiché essi durante le ore scolastiche avevano per lungo tempo e reiteratamente molestato, offeso e minacciato un loro compagno tanto da creare in lui un profondo stato di turbamento e timore.

DANNEGGIAMENTO DI AUTO ESPOSTA ALLA PUBBLICA FEDE: E’ ANCORA REATO.

È penalmente rilevante la condotta di chi danneggi un'auto in sosta in un parcheggio poiché trattasi di danneggiamento di cosa esposta a pubblica fede e, dunque, di una fattispecie aggravata che non è stata depenalizzata dal D.lsg. n. 7 del 2016 come, invece, il danneggiamento c.d. "semplice".

I fatti.

L'imputato di questa vicenda era stato tratto a giudizio per aver violentemente colpito l'auto della persona offesa mentre la stessa era in sosta all'interno di un parcheggio di un esercizio commerciale sulla superstrada.

Filma rapporti intimi con convivente:non è reato.

Non commette il reato di interferenze illecite nella vita privata colui che, mediante l'uso di strumenti di ripresa, filmi, all'insaputa della convivente, i rapporti intimi avuti con quest'ultima in casa propria poiché il delitto di cui all'art. 615 c.p. sussiste solo quando l'interferenza provenga da un soggetto estraneo alla vita privata e domestica e non da colui che ne faccia parte anche se in maniera estemporanea.

La norma

L'art. 615 bis c.p. punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni "chiunque, mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procuri indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi si cui all'art. 614 c.p."

PETROLIO, TUTELA DELL’AMBIENTE, TUTELA DELLA SALUTE: QUESTIONE DI IN-COMPETENZE.

In Val d'Agri, il Centro oli disperde 400 tonnellate di petrolio nel sottosuolo da agosto a novembre scorsi. L'Eni lo comunica due settimane fa. Il Ministro dell'ambiente dichiara di non avere competenze sul fatto: lo avrebbe dedotto dal Titolo V della Costituzione. Che non conferma.

L'evento

Capita che un centro oli, un impianto di estrazione del petrolio, inizi a "perdere liquidi" ad agosto dell'anno scorso.

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