Cattivi odori dalla cucina dei vicini: è reato!

Le molestie olfattive causate da emissioni di odori di cucina provenienti dall'appartamento dei vicini sono idonee ad integrare l'elemento oggettivo della fattispecie criminosa di cui all'art. 674 c.p. quando esse siano non momentanee e superino il limite della normale tollerabilità.

I fatti.

Con un sentenza di qualche giorno fa, la numero 14467 dello scorso 24 marzo, la Suprema Corte si è pronunciata su una vicenda tanto bizzarra quanto potenzialmente idonea ad interessare chiunque abbia un vicinato molto "attivo" ai fornelli ossia quella di due coniugi chiamati a rispondere del reato di getto pericoloso di cose perché, nella loro qualità di proprietari di un appartamento a piano terra, provocavano continue immissioni di fumi e odori di cucina nel sovrastante appartamento sito al terzo piano, così molestando gli occupanti dello stesso e imbrattando il loro alloggio.

Note su Cassazione e inquinamento ambientale

A distanza di quasi due anni dall'approvazione della legge sugli "ecoreati", la Cassazione torna a occuparsi del delitto di inquinamento ambientale e ribadisce principi estremamente importanti sugli elementi costitutivi del reato. Ma, soprattutto, afferma di nuovo le notevoli potenzialità di tutela dell'ambiente in capo a questa norma, nonostante le critiche a raffica di parte della dottrina, più o meno giustificate.

Il fatto.

La Cassazione torna a occuparsi del nuovo delitto di inquinamento ambientale, uno degli "ecoreati" contenuti nella legge approvata quasi due anni fa.
E anche in questo caso dice cose assai significative.

Note sui reati agro-alimentari

Dopo l'approvazione della legge sugli "ecoreati", due anni fa, il cerchio della tutela penale dell'ambiente e della salute pubblica si dovrebbe chiudere con i nuovi reati in materia agroalimentare. Tuttavia, a un anno e mezzo di distanza dal compimento del lavoro della Commissione Caselli, non si vede ancora nessun segnale concreto dalla gran parte del Parlamento e soprattutto dal Governo, che quella Commissione aveva nominato. E fra un anno finisce la legislatura.

Maestra d’asilo violenta: è reato di maltrattamenti in famiglia

La maestra di asilo che compie atti di violenza nei confronti dei minori a lei affidati e che frequentano la scuola materna è penalmente responsabile per il delitto di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) anziché per quello meno grave di abuso dei mezzi di correzione e disciplina (art. 571 c.p.).

La vicenda.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, VI sezione penale, con la sentenza n. 11956 del 13 marzo scorso che ha confermato la condanna per il reato di cui all'art. 572 c.p. nei confronti di una insegnante che aveva compiuto reiterati atti di sopraffazione, anche violenti, nei confronti di alcuni alunni durante le ore scolastiche, disattendendo, invece, la tesi difensiva della donna che chiedeva la diversa qualificazione giuridica dei fatti nell'ambito del meno grave reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina.

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