Note sui reati agro-alimentari

Dopo l'approvazione della legge sugli "ecoreati", due anni fa, il cerchio della tutela penale dell'ambiente e della salute pubblica si dovrebbe chiudere con i nuovi reati in materia agroalimentare. Tuttavia, a un anno e mezzo di distanza dal compimento del lavoro della Commissione Caselli, non si vede ancora nessun segnale concreto dalla gran parte del Parlamento e soprattutto dal Governo, che quella Commissione aveva nominato. E fra un anno finisce la legislatura.

Maestra d’asilo violenta: è reato di maltrattamenti in famiglia

La maestra di asilo che compie atti di violenza nei confronti dei minori a lei affidati e che frequentano la scuola materna è penalmente responsabile per il delitto di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) anziché per quello meno grave di abuso dei mezzi di correzione e disciplina (art. 571 c.p.).

La vicenda.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, VI sezione penale, con la sentenza n. 11956 del 13 marzo scorso che ha confermato la condanna per il reato di cui all'art. 572 c.p. nei confronti di una insegnante che aveva compiuto reiterati atti di sopraffazione, anche violenti, nei confronti di alcuni alunni durante le ore scolastiche, disattendendo, invece, la tesi difensiva della donna che chiedeva la diversa qualificazione giuridica dei fatti nell'ambito del meno grave reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina.

Interruzione di pubblico servizio: quando commette reato il medico?

Risponde del reato di interruzione di pubblico servizio il medico che si assenti dall'ambulatorio durante l'orario di lavoro o si renda irrintracciabile telefonicamente per un lasso di tempo tale da provocare un effettivo turbamento, anche se temporaneo, al funzionamento del servizio pubblico di assistenza sanitaria.

La fattispecie di reato.


L'art. 340 c.p. punisce con la reclusione fino ad un anno chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagioni una interruzione o turbi la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. I capi, promotori od organizzatori sono, invece, puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

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