falso stalking

L’ALTRA “FACCIA” DELLO STALKING: LE FALSE DENUNCE

Il proliferare di querele false e l'uso strumentale di una legge quale quella sullo "stalking" rischia di diventare un problema ancor più grande di quello che si tenta di risolvere.

Sempre più frequentemente, specie nell'ultimo anno, si è parlato e si parla di "femminicidio": un neologismo che ormai è entrato a far parte del linguaggio comune e che, pur significando più precisamente l'uccisione di una donna per ragioni legate alla sua identità di genere, ha finito per indicare, come si specificherà appresso, qualsiasi atto violento lesivo dell'incolumità e della dignità della donna.
E' bene ricordare che, nonostante le recenti modifiche legislative, nel nostro codice penale non esiste il reato di femminicidio, bensì quello più generale di omicidio che punisce chiunque cagioni la morte di un essere umano, indipendentemente dal sesso della vittima.
Pertanto, quando si parla di femminicidio, si fa sì riferimento ai numerosissimi casi di omicidi di donne uccise per mano di uomini, generalmente mariti, patners o ex compagni, ma in maniera più generica si ricomprendono nel neoconiato termine anche altri reati di gravità minore rispetto all'omicidio, i c.d. reati "spia".

lavoro

Tutela del lavoro, etica della responsabilità e principio di affidamento. – Note a margine di una sentenza discutibile.

"La condizione di ubriachezza del lavoratore sul luogo di lavoro non è circostanza eccezionale e quindi non prevedibile dal datore di lavoro." Questo è il principio sancito dalla Corte di Cassazione in una recente pronuncia resa in un caso di infortunio mortale sul lavoro.

Il fatto
Nel corso delle operazioni di lavorazione del mosto il M.P, lavoratore stagionale alle dipendenze del D.L.M, legale rappresentante di cooperativa sociale, cadeva all'interno della vasca contenente il mosto e decedeva a seguito dell'insufficienza respiratoria acuta determinata da permanenza in ambiente privo di ossigeno e ricco di CO2, anidride solforosa ad altri gas. Le cause della caduta non venivano precisamente individuate, dal momento che questa non aveva avuto testimoni oculari e tenuto altresì conto del fatto che nel sangue della vittima era stato trovato un tasso alcolemico compatibile con uno stato di ubriachezza patologica.

ilva

Una storia disonesta: note critiche sul c.d. "caso Ilva"

Ma qual è il livello di criminosità oltre il quale un reato (contro l'incolumità pubblica, contro la salute e la vita di migliaia di persone, per esser più precisi) smette di esser tale per diventare una questione "di interesse strategico nazionale"?
Da quale momento un soggetto che commette uno, dieci, cento delitti (contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro la personalità dei minori... sempre reati seria, roba di classe, non bagattelle da venditore di cd tarocchi) cessa, nella indefettibile vulgata (ha la stessa radice di "volgare") nazionale, di esser un imputato pluricondannato in sede di merito (fino in appello) per diventare "il Presidente" (di cosa?), "il leader di uno delle principali forze politiche del paese", "il titolare della golden share del governo"....?
Quando e chi (il perché possiamo desumerlo anche da noi) ha deciso di far passare un personaggio politico dichiarato, con sentenza passata in giudicato, autore del reato di associazione per delinquere di natura sostanzialmente mafiosa fino al 1980 (non "di tipo mafioso" solo perché all'epoca del commesso reato non esisteva questo specifico illecito introdotto solo nel 1982) per un illuminato statista, nonché brillante intellettuale?
E, soprattutto, in che occasione precisa e da parte di chi (per il perché vale lo stesso discorso accennato sopra) si è deciso di marchiare chiunque si permetta di ricordare queste elementari verità, storiche e cronachistiche, con il bollo di pubblica infamia di "divisivo", "antipolitico", "antinazionale" ecc....?

amianto

AMIANTO: QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME E PER GLI EX ESPOSTI (ddl Casson n. 8 e Doc. XXII n. 2)

INCONTRO-CONVEGNO: Senato della Repubblica- Sala Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72, ROMA
13 marzo 2014 ore 10-17

Introduce: il senatore Felice Casson (v.Presidente della Commissione Giustizia).

Intervengono esperti giuristi:

- Sara Panelli (PM Torino)
- Gianfranco Colace (PM Torino)
- Roberto Riverso (giudice del lavoro- Ravenna)
- Stefano Palmisano (avvocato - foro di Brindisi)
- Laura Mara (avvocato - foro di Busto Arsizio)
- Edoardo Bortolotto (avvocato - foro di Vicenza)
- Sergio Bonetto (avvocato - foro di Torino)

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