Diete prescritte in palestra da soggetti non abilitati: è reato.

Commette il reato di esercizio abusivo della professione chi, improvvisandosi dietista, nutrizionista o biologo pur non avendo lo specifico titolo abilitativo, prescriva diete, programmi alimentari o elargisca consigli sull'alimentazione svolgendo, dunque, attività di educazione alimentare.

La norma

L'art. 348 c.p. punisce con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da 103 a 516 euro "chiunque abusivamente eserciti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato".

Discariche e salute pubblica: inadempimenti di stato.

Un trattamento scorretto dei rifiuti, in violazione delle normative comunitarie e nazionali, costa caro: alla salute pubblica e alle casse pubbliche, e quindi anche private. Lo attestano varie fonti: da autorevoli rapporti in materia di relazione tra ambiente e salute alle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione Europea.

La Corte UE condanna l'Italia: 162 milioni di multa (già pagati). Per ora.

Notizie sparse dal variopinto mondo dei rifiuti.
Nel dicembre 2014, la Corte di Giustizia dell'Ue condannava l'Italia a un'ingente sanzione pecuniaria per inadempimento "di Stato" alle direttive europee sui rifiuti.

Case di prostituzione: è punibile anche il proprietario dell’immobile locato.

E' punibile a titolo di dolo generico la condotta di chi conceda in locazione appartamenti di sua proprietà affinché gli stessi siano utilizzati come "casa di prostituzione" poiché non è richiesto che lo scopo di creare un luogo ove si svolga la prostituzione rientri nelle finalità dell'agente ma è sufficiente che il locatore ceda l'immobile essendo consapevole dell'uso a cui esso sarà destinato.

La norma.

L'art. 3, comma 1, n. 2, della legge del 20 febbraio 1958 n. 75 (denominata "Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui"), punisce con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 ad euro 10.329 la condotta di "chiunque, avendo la proprietà o l'amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione".

Cellulari e tumori: tra dubbi ragionevoli e cautele doverose.

Un Tribunale della Repubblica afferma il nesso causale tra l'uso abnorme del telefonino e lo sviluppo di un neurinoma dell'acustico destro, un tumore benigno, da parte di un dipendente Telecom; di conseguenza, riconosce la malattia professionale del lavoratore. Si apre un nuovo, massiccio, filone della tutela della salute pubblica, in particolare di quella di chi lavora?

La sentenza

"ll rischio oncologico per i sopravvissuti alle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki è stato individuato nella misura di '1,39 per tutti i tumori', mentre il rischio individuale per un uso così massiccio e prolungato nel tempo di telefoni cellulari, secondo lo studio Interpone, è pari ad una misura di 1,44."

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