Interruzione di pubblico servizio: quando commette reato il medico?

Risponde del reato di interruzione di pubblico servizio il medico che si assenti dall'ambulatorio durante l'orario di lavoro o si renda irrintracciabile telefonicamente per un lasso di tempo tale da provocare un effettivo turbamento, anche se temporaneo, al funzionamento del servizio pubblico di assistenza sanitaria.

La fattispecie di reato.


L'art. 340 c.p. punisce con la reclusione fino ad un anno chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagioni una interruzione o turbi la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. I capi, promotori od organizzatori sono, invece, puniti con la reclusione da uno a cinque anni.


Il delitto in questione rientra tra quelli contro la pubblica amministrazione e, perciò, il bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice è proprio il suo regolare e ordinato andamento e quello dei servizi pubblici da essa offerti.
L'evento che la condotta criminosa deve cagionare è alternativamente l'interruzione o il turbamento del servizio o ufficio pubblico.
Per interruzione si intende la cessazione totale della prestazione del servizio, con possibilità di una ripresa in prosieguo dello stesso ma solo previa ristrutturazione o riparazione, mentre il turbamento consiste in una qualsiasi alterazione delle normali modalità di funzionamento del servizio medesimo.medici-cattolica
Peraltro, secondo la giurisprudenza maggioritaria non è necessario che l'interruzione o il turbamento siano durevoli, ma è sufficiente che l'ordinato svolgimento dell'ufficio o del servizio resti impedito o turbato, sia pur per breve tempo, in maniera tale da assumere una pur minima rilevanza.

La vicenda.


Nel caso oggetto di sentenza della Suprema Corte (la n. 52007 del 6 dicembre 2016) l'imputato, un medico prestante servizio in una località turistica, è stato condannato per non aver assicurato la propria presenza in ambulatorio nell'orario stabilito e per non essersi manifestato disponibile ad interloquire con i pazienti e gli infermieri nonostante le numerose chiamate ricevute all'utenza telefonica mobile comunicata per l'espletamento del servizio.
Invece, secondo la tesi difensiva del dottore, non sarebbe stato integrato il delitto di interruzione di pubblico servizio essendo necessario, per la configurabilità dello stesso, che l'assenza del responsabile si protragga per un tempo apprezzabile laddove, nel caso in esame, si sarebbe trattato, invece, di momentanea assenza che non avrebbe intaccato l'operatività del servizio.
Tuttavia, i giudici di legittimità hanno ritenuto che il reato di cui all'art. 340 c.p. sussista anche in presenza di un effettivo turbamento del servizio pubblico, provocato dall'assenza del medico che, in almeno due occasioni, si era reso irrintracciabile durante l'orario di lavoro causando la protesta dei pazienti costretti a rivolgersi al vicino pronto soccorso.
Quanto all'elemento soggettivo del reato è sufficiente che il soggetto attivo si renda conto che il proprio comportamento possa cagionare un turbamento o una irregolarità del servizio e ne accetti il rischio.
Circostanza questa ben nota al medico ove si consideri anche la ratio del servizio di assistenza sanitaria offerto ai turisti durante la stagione estiva in località ad alta densità turistica che, per ciò stesso, si prestano ad essere foriere di numerose richieste di assistenza sanitaria.

Avv. Anna Ancona

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