7,50 euro all'ora

Riders, collaboratori aziendali, partite Iva ....

I lavoratori delle consegne di pasti a domicilio per conto delle piattaforme multinazionali (o delle multinazionali in forma piatta, a seconda dei gusti) oggi sono considerati in quei variegati modi.

E trattati giuridicamente di conseguenza.

Semplicemente, non sono lavoratori dipendenti.

Ci manca poco li qualifichino liberi professionisti.

Oggi questi figliastri dell'algoritmo scrivono a Deliveroo chiedendo un contratto; più precisamente, l'applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento.

E l'accoglimento di alcune richieste.

Tra queste, "il pagamento di 7,50 € (sette euro virgola cinquanta) netti all'ora di salario garantito per tutti; un'indennità malarica dovuta all'inquinamento da smog dell'aria pari al 30% del pagamento orario."

Il trenta per cento di 7,50 €.

In Italia muoiono prematuramente, ogni anno, 90000 persone per inquinamento dell'aria.

Per i trasportatori su due ruote di generi di conforto, lo smog è un fattore di rischio professionale, forse.

Per questa ragione, questi lavoratori dovrebbero chiedere anzitutto sicurezza; come per ogni fattore di rischio sul lavoro.

Si limitano a chiedere un'indennità del 30% di 7.50 € all'ora.

Attendono una "risposta concreta al fine di aprire un tavolo di
discussione".

Dall'azienda.

E basta.

Non certo da governo e parlamento.

Che su una questione del genere non hanno nessuna ragione d'intervenire, in una Repubblica fondata sul lavoro, naturalmente.

Avv. Stefano Palmisano.

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